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La vallata casentinese è oggi un parco nazionale con  la presenza di lupi, cervi, volpi e molte altre specie animali questo la rende  una delle più belle valli che si trovano in toscana.

Il Casentino grazie alla sua posizione geografica è sempre rimasto al di fuori dalle rotte del turismo di massa è difficile visitare il Casentino per caso si deve volerci andare.

Mappa raffigurante l'incastellamento del Casentino, Museo della Civiltà Castellana, Castel San Niccolò.

E' una terra di castelli, rovine, chiese, pievi e  luoghi spirituali e nel suo centro scorre il fiume Arno, che nasce qui sul Monte Falterona, per girare intorno al Pratomagno e correre verso Firenze.

Le foreste casentinesi  hanno fornito fin dal Medioevo il legno necessario a Firenze e Arezzo, che si sono combattute la sua proprietà per secoli. Si narra che la Cupola di Santa Maria del Fiore del Brunelleschi sia costruita con il  legno del Casentino.

 La Battaglia  di Campaldino ricordata  da Dante nella divina commedia si svolge in Casentino in data 11 giugno 1289  dove i Guelfi di Firenze sconfissero i Ghibellini di Arezzo.

Dante visse in esilio in Casentino  per molti anni, e molti versi della Divina Commedia parlano del Casentino, come la Verna che Dante definisce nel Paradiso "crudo sasso intra Tevero et Arno". La conquista del Casentino si conclude nel 1440, dopo la battaglia di Anghiari, in cui Francesco di Poppi sconfisse i nemici della Repubblica di Firenze, che dovettero rinunciare alle loro pretese sulla valle. Da quel momento il destino di Firenze fu il destino del Casentino.

L'acqua è sempre stata di vitale importanza per il paesaggio Casentinese oltre a rendere rigogliosa la vegetazione, le sorgenti i ruscelli pulitissimi e le cascate creano  un'atmosfera da fiaba, tanto da immaginare la comparsa di un folletto.  In un'atmosfera come questa tra castelli pievi e rovine i poeti e santi si sentono assolutamente a casa, e così il Casentino è diventato per alcuni di loro un rifugio.

La solitudine e l'isolamento delle montagne coperte da maestose e silenziose foreste regalano un atmosfera ideale per pregare, e questo è il motivo per cui forse San Francesco d'Assisi ha scelto di vivere nel monastero de La Verna. Amava questo posto così tanto, che rimase qui per il resto della sua vita e qui ricevette le stimmate. Qui si trova anche l'Eremo di Camaldoli, fondato da San Romualdo, i cui monaci per secoli sono stati i custodi della Foresta del Casentino.